Hitoiki - Parole del direttore

8 Set 2011

Aquiloni e trottole (dal 30 gennaio al 18 febbraio 2012 in mostra presso l’Istituto)

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Trottole In Giappone, come in tutti gli altri paesi, esistono vari eventi annuali trasmessi di generazione in generazione, alcuni ancora vivi e altri silenziosamente smarriti nel corso della moderna quotidianità.

Negli anni della mia infanzia, parlo quindi di circa 50 anni fa, Shogatsu, il Capodanno, era il periodo più atteso da tutti i bambini, un evento durante il quale tutti i membri della famiglia si riunivano a casa per festeggiare il nuovo anno. Durante i primi tre giorni di gennaio veniva preparato con cura e consumato in allegria cibo speciale, buono nel sapore ed esteticamente sofisticato. Gli adulti indossavano il kimono e assieme ai bambini si recavano al tempio, o al santuario, a pregare per la felicità dell’anno appena iniziato. I bambini del circondario giocavano insieme, facendo volteggiare vorticose trottole o innalzando leggiadri aquiloni.altA febbraio si celebrava invece il Setsubun, giorno in cui si lanciavano fagioli di soia, al grido di: “la fortuna giunga a noi e i demoni se ne vadano fuori!”. I bambini non capivano esattamente il significato del Setsubun, ma che divertimento lanciare e mangiare i fagioli di soia!
A marzo mia madre, unica donna in famiglia, disponeva il proprio set di bambole hinaningyo nella sua stanza per celebrare la festa delle bambole, Hinamatsuri, mentre in giardino mio padre appendeva le carpe di stoffa tradizionali in onore della festa dei maschietti,Tango no sekku, per noi quattro figli in maggio.
In estate, invece, durante Tanabata (7 luglio) si fissavano ai rami di bambu i fogli su cui ciascuno aveva scritto la propria preghiera, e in agosto si poteva osservare ovunque il Bon Odori, la danza popolare cui la gente si dedicava divertita negli spazi aperti della città.
Quando si pensa all’autunno, subito viene in mente lo Undo-kai, festa sportiva che ogni scuola organizza ancora oggi per gli allievi in ottobre, benché non sia propriamente “tradizionale.”
Tanti altri eventi mi vengono in mente ripensando all’infanzia: un mondo fatto di piccole cose, ma tutte preziose per i bambini di quell’epoca.

A settembre si tiene nella nostra sala espositiva la mostra fotografica Il Giardino Giapponese, l’estetica della tradizione. La mostra fa parte delle serie per il prestito, nelle iniziative co-organizzate, della nostra collezione, disponibili su richiesta per comuni, scuole, università, o associazioni culturali in Italia che vogliono utilizzarle nell’ambito di manifestazioni culturali inerenti al Giappone.
Oltre a Il Giardino Giapponese, abbiamo pannelli fotografici di Statue Buddhiste, Il Patrimonio mondiale UNESCO in Giappone, Architettura Giapponese, Festival del Giappone, e altri ancora. Oltre alle fotografie l’Istituto dispone anche di una serie di stampe giapponesi contemporanee, calligrafie contemporanee, o ancora una mostra di oggetti folcloristici, Aquiloni e Trottole dal Giappone, la quale mi ha ricordato i giorni della mia infanzia, serena e ricca di elementi oggi in via di sparizione.
Molti enti ci fanno richiesta dei nostri set espositivi da presentare nel corso delle manifestazioni da loro organizzate, e auspico che, leggendo questo breve testo scritto sull’onda delle emozioni, tanti altri ancora si rivolgano a noi per far conoscere tradizioni e aspetti culturali del Giappone al pubblico italiano.

Fumio Matsunaga
Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma
08 settembre 2011

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