Hitoiki - Parole del direttore

14 Nov 2011

Gli Occhi di Yukio Mishima

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Foto ©Yasuhiro Ishimoto Tokyo.1962

Foto ©Yasuhiro Ishimoto Tokyo.1962

Nella mostra “Metamorphosis – il Giappone del Dopoguerra -”, si trovano tre opere in cui Yukio Mishima è stato fotografato da Eiko Hosoe, uno dei fotografi d’arte più creativi del Giappone postbellico. La raccolta fotografica di Hosoe, pubblicata nel marzo del 1963 e a cui Mishima stesso aveva dato il titolo di Barakei (Il Supplizio delle Rose), fece scalpore.alt

Quest’anno alcuni aspetti della versatilità dell’attività artistica variegata di Yukio Mishima rivivono attraverso nostri differenti programmi. A febbraio scorso il film, Karakkaze Yaro (Man of the Biting Wind) del 1960, interpretato da Yukio Mishima, è stato proiettato nell’ambito della rassegna cinematografica dedicata al regista Yasuzo Masumura. A giugno abbiamo organizzato il progetto “40 anni senza Mishima” con una conferenza e tre pellicole basate sui suoi romanzi. E ora, nella nostra mostra autunnale si può cogliere la rara occasione di vedere alcune immagini dello scrittore, nel ruolo straordinario di modello negli anni 1961- 1962.

Osservando il Giappone nel periodo che va dalla ricostruzione allo sviluppo del dopoguerra, sono rimasto sorpreso dall’emergere di tanti talenti creativi, che operarono in sinergia varcando liberalmente i confini dei vari campi artistici. Mi sembra quasi che all’epoca ogni nuova avanguardia sgorgasse impetuosa, come magma che esplode dal vulcano.

Nel film Shinjuku Dorobo Nikki (Diario di un ladro di Shinjuku) di Nagisa Oshima, che abbiamo proiettato il 3 novembre nell’ambito della rassegna Art Theatre Guild of Japan (ATG), Esperimenti di cinema indipendente, il protagonista è un giovane Tadanori Yokoo, noto graphic designer e pittore, protagonista di numerose mostre nazionali e internazionali. Tra gli interpreti, si trova anche Juro Kara, regista, scrittore, attore e leader del teatro underground del Giappone. Alla fine del percorso della mostra c’è un’immagine dell’altro libro di Eiko Hosoe, Kamaitachi, in cui si osserva una strana figura: il modello è Tatsumi Hijikata, creatore della danza Butoh.

Mishima aveva raccontato a Hosoe di avere una particolare abilità nel tenere aperti gli occhi per minuti, senza battere le ciglia. Cosa dicono a voi gli occhi spalancati di Mishima nell’immagine del fotografo?

Fumio Matsunaga
Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma
14 novembre 2011

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