15 Nov 2018

STRATEGIE IN ATTO IN ASIA ORIENTALE DOPO L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO TRA GIAPPONE E UNIONE EUROPEA, giovedì 29 novembre 2018 ore 18.30

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co-organizzato da

Istituto Giapponese di Cultura, ISAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie)
e Ambasciata del Giappone in Italia

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Il 17 luglio 2018 il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe firmano a Tokyo l’accordo di libero scambio tra Europa e Giappone. Frutto di negoziati avviati nel 2013, l’accordo apre all’Europa importanti canali di sbocco nella regione asiatica, in un momento in cui la politica protezionistica degli USA e la loro uscita dal TPP (accordo commerciale trans-pacifico) è venuta a modificare intese, investimenti e prospettive dell’import-export su scala globale. Oltre all’eliminazione di gran parte dei dazi vigenti, che avranno un sicuro effetto positivo sulle economie e i rapporti commerciali tra Europa e Giappone, l’accordo prevede anche aperture alle imprese europee nel settore degli appalti pubblici giapponesi e l’impegno da parte dei firmatari dell’intesa ad affrontare questioni rilevanti per il bene comune, come lotta al terrorismo, cambiamenti climatici, cyber security, immigrazione e politica estera.

Attraverso l’intervento di esperti in ambito politico economico dell’area asiatica ed europea il convegno analizzerà quali strategie e risorse Giappone, Cina, India ed Europa stanno mettendo in atto all’indomani della firma dell’accordo di libero scambio.

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PROGRAMMA

SALUTI ISTITUZIONALI

S.E. Amb. Keiichi Katakami (T.B.C.) (Ambasciatore del Giappone in Italia)

Masuo Nishibayashi (Direttore Istituto Giapponese di Cultura in Roma)

Francesco Brunello Zanitti (Presidente IsAG – Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, Roma)

PANEL

STRATEGIE IN ATTO IN ASIA ORIENTALE DOPO L’ACCORDO DI  LIBERO SCAMBIO TRA GIAPPONE E UNIONE EUROPEA

Modera
Francesco Brunello Zanitti
Presidente IsAG

Intervengono

Alessio Patalano
Reader al King’s College London, Londra
“Il Progetto ‘Indo-Pacifico’ e la Strategia del Giappone nell’Era della Competizione Sino-Americana”

Marisa Siddivò
Docente Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
“L’ancora del pragmatismo: i rapporti tra Giappone e Cina nel complesso scenario internazionale”

Nicola Casarini
Head of Programme Asia,
Istituto Affari Internazionali (IAI)
Giappone ed Europa sempre più vicine – Un’analisi delle loro relazioni e di cosa possono fare insieme in Asia orientale”

a seguire
DIBATTITITO CON IL PUBBLICO


CONTENUTO DEGLI INTERVENTI / PROFILO DEI RELATORI

Francesco Brunello Zanitti  Presidente dell’IsAG, è dottore in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste ed attualmente dottorando di ricerca in Studi Storici (curriculum contemporaneo) presso le Università di Firenze e di Siena. I suoi studi e ricerche si concentrano sulla storia della politica estera indiana e le relazioni internazionali dell’Asia meridionale. Per conto dell’IsAG ha pubblicato Af-Pak: la sfida della stabilità. Il futuro afghano e pakistano tra interessi contrapposti e cooperazione regionale e curato un numero della rivista «Geopolitica» (India: potenza e contraddizioni). È docente presso il master di II livello «Geopolitica e Sicurezza Globale» della Sapienza – Università di Roma.

“Il Progetto ‘Indo-Pacifico’ e la Strategia del Giappone nell’Era della Competizione Sino-Americana”
(a cura Alessio Patalano)

In un contesto di accresciuta tensione geopolitica tra Stati Uniti e Cina, il Giappone é emerso come fattore di stabilità tra le due potenze, e motore propositivo di una visione alternativa per la regione. La relazione esplora l’evoluzione del progetto ‘Indo-Pacifico’ giapponese proponendo quale chiave di lettura dello stesso una strategia marittima incentrata su tre pilastri: connettività economica tra l’Asia e l’Africa Orientale, stabilità regionale attraverso capacity building degli Stati costieri, e presenza strategica per garantire il rispetto del diritto internazionale marittimo. In particolare, la relazione spiega come il progetto giapponese sia il frutto di un decennio di riflessione politica e come, in questo senso, sia più maturo e articolato sia della Belt and Road Inititative (BRI) cinese che della strategia per l’Indo-Pacifico americana. La relazione suggerisce anche come sul piano delle relazioni internazionali l’Indo-Pacifico giapponese non possa essere considerata una strategia di contenimento della Cina, capace piuttosto di presentare opportunità di cooperazione economica con la Cina senza tuttavia erodere il ruolo degli Stati Uniti negli equilibri di potenza regionale.

Alessio Patalano è Reader in East Asian Warfare & Security (Professore Ordinario con responsabilità di Ricerca) presso il Department of War Studies, King’s College London, e Visiting Professor presso la scuola di Guerra della Marina giapponese, e la Temple University Japan. È Direttore del Japan Programme presso il King’s College e i suoi interessi di ricerca vertono sulla storia e la strategia navale del Giappone, teoria e strategia marittima, e relazioni militari fra Cina e Giappone nel Mar cinese orientale e meridionale. La sua più recente monografia si intitola Post-war Japan as a Seapower: Imperial Legacy, Wartime Experience, and the Making of a Navy (Bloomsbury, Londra, 2015).

“L’ancora del pragmatismo: i rapporti tra Giappone e Cina nel complesso scenario internazionale”
(a cura di Marisa Siddivò)

La politica economica cinese si sta muovendo su due direttrici: la riqualificazione dell’intero sistema di produzione (Piano “Made in China 2025”) e la Belt&Road Initiative. In questo momento il Giappone e gli Stati Uniti, e in misura riflessa l’Europa, mostrano particolari segni di preoccupazione per entrambi questi progetti. Analizzandone contenuti e tempistica, la preoccupazione risulta motivata. Il fattore che espone l’economia giapponese e quella della grande maggioranza dei paesi europei a ripercussioni serie non va individuata, però, nella progettualità cinese quanto nell’indebolimento delle “protezioni” che fino a questo momento sono state garantite dall’insieme degli accordi economici e commerciali internazionali.

Marisa Siddivò è Ricercatrice Confermata Dipartimento Asia, Africa, Mediterraneo, UNIOR, Napoli. Docente per affidamento di “Strategie di sviluppo della Cina” (LM, Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa) e “Riforme economiche nella Cina Contemporanea” (LT, Scienze Politiche e Relazioni Internazionali). Tra le pubblicazioni più recenti si segnalano: 2017, “Move Up or Move Out? The Impact of New Technologies on the Role of the “World Factory” in Supply Chains. Preliminary Remarks by Chinese Analysts”, China Perspectives, n.3, pp.37-46, 2017, “La green economy di Xi Jinping”, Eastwest, Anno XIII, n. 73 Settembre-Ottobre pp. 10-11; 2016, “Il sorpasso. I commenti dei netizens cinesi sull’economia del Giappone”, in Giorgio Amitrano e Noemi Lanna (a cura di), Nuovi orizzonti ermeneutici dell’orientalismo, UNIOR, Napoli, pp. 377-391.

 

Giappone ed Europa sempre più vicine – Un’analisi delle loro relazioni e di cosa possono fare insieme in Asia orientale”
(a cura di Nicola Casarini)

La presentazione inizierà con una disanima delle attuali relazioni tra il Giappone e l’Unione Europea in ambito economico, politico e di sicurezza, anche alla luce delle recenti iniziative adottate tra i due partners quali il trattato di libero scambio e lo Strategic Partnership Agreement. La presentazione si soffermerà poi su possibili aree di cooperazione tra Giappone e Ue in Asia orientale, in particolare la penisola coreana, il progetto cinese di nuova via della seta, e le questioni territoriali e marittime nel Mar cinese meridionale. 

Nicola Casarini (PhD, LSE) è responsabile di ricerca per l’Asia orientale presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI). È non-resident Global Fellow presso il Wilson Center, Washington. In precedenza, è stato Public Policy Scholar presso il Wilson Center, Washington; analista Senior all’Istituto dell’Unione europea per gli studi sulla sicurezza (EUISS) di Parigi; Marie Curie Research Fellow e Jean Monnet Fellow all’Istituto universitario europeo di Firenze. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’interazione tra politica estera, studi sulla sicurezza e integrazione regionale. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui la monografia: Remaking Global Order. The Evolution of Europe-China Relations and its Implications for East Asia and the United States (Oxford, Oxford University Press, 2009). Attualmente sta lavorando a un libro sulle similarità, e le differenze, della politica estera e di sicurezza degli Stati Uniti e dell’Unione Europea in Asia orientale.