6 Nov 2018

Technology & Humanism giovedì 15 novembre 2018 ore 18.30

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A cura delI’Ambasciata del Giappone in Italia in collaborazione con l'Istituto Giapponese di Cultura in Roma.
  • Relatore: Prof. Takanori Shibata Chief Senior Research Scientist presso lo Human Informatics Research Institute National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST)
  • Moderatore: Prof.ssa Patrizia Marti  Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell'Università di Siena e Dipartimento di Industrial Design, Eindhoven University of Technology (Olanda).
 

Il tema di questa conferenza, partendo dall'esempio pratico del robot dalle sembianze di un cucciolo di foca PARO, verte sul ruolo dei robot nella società contemporanea e sui possibili sviluppi futuri. Il Giappone e l'Italia sono i paesi con il tasso di anzianità più alto al mondo. Tra le tematiche legate al benessere delle persone anziane la demenza senile sta divenendo un argomento di grande portata. L'interazione con PARO da parte delle persone anziane ha fatto registrate un miglioramento nell'umore, negli stati d'ansia e depressivi e ha registrato una diminuzione dell'aggressività, dell'agitazione e degli stati confusionali. Ciò permette l'utilizzo di terapie che prevedano la diminuzione di farmaci psicotropi con effetti collaterali. Lo stesso si può dire per malattie quali il cancro, il disturbo post traumatico da stress, il Parkinson ecc. Grazie all'utilizzo di PARO si può attuare in sicurezza una terapia che non preveda l'utilizzo di farmaci con effetti positivi sul miglioramento della qualità della vita del paziente. Nella parte finale della conferenza parleremo dei risultati delle ricerche portate avanti congiuntamente dall'Università di Siena e l'AIST. E' prevista una parte dedicata alle Q&A e la possibilità di interagire con PARO.

PARO   ( http://www.parorobots.com/ ) Si chiama PARO (il nome è l’abbreviazione di Personal Robot) ed è un robot realizzato dal Prof. Takanori Shibata a scopo terapeutico. Il Prof. Shibata ha condotto diversi test clinici per investigarne gli effetti terapeutici nei pazienti che avessero interagito con il robot. Le ricerche hanno registrato un miglioramento a livello psicologico come la riduzione degli stati d’ansia, la diminuzione della percezione del dolore, un miglioramento degli stati depressivi, una diminuzione del senso di solitudine, un miglioramento nel sonno e un generale miglioramento nella qualità della vita. A livello fisiologico si sono registrati miglioramenti a livello delle funzioni vitali (riduzione della pressione sanguigna e del battito cardiaco), diminuzione dello stress e miglioramento delle funzioni comunicative. Nei casi di demenza senile si è notato che l’interazione con PARO contribuisce a ridurre i sintomi fisiologici e comportamentali della demenza (BPSD). Nei casi di PTSD (disordini post traumatici da stress) l’interazione con PARO riduce o sopprime sintomatologie negative come l’aggressività e l’agitazione. Nel caso dei malati di cancro l’interazione con PARO può contribuire al miglioramento degli stati d’ansia, ridurre il dolore e mitigare il senso di stanchezza. Come risultato di numerosi test clinici PARO è stato introdotto nel trattamento clinico delle persone anziane. Ad oggi oltre 5.000 unità vengono utilizzate in più di 30 paesi nel mondo.

com’è fatto La foca robot è lunga 55 cm. e ha un peso di 2,7 kg. È capace di sette tipi di movimento (occhi, movimento della testa alto/basso e destra/sinistra, pinne anteriori e inferiori) ed è dotata di un ampio numero di sensori che la rendono sensibile alla luce e al tatto su tutto il corpo (compresi i simpatici lunghi baffi), le permettono di controllare la postura e la temperatura corporea, e la rendono in grado di riconoscere la voce del paziente nonché di localizzare i suoni provenienti dall’ambiente. Ma è  anche dotata di un’intelligenza artificiale che le permette di apprendere informazioni come il nome della persona e le sue caratteristiche personali e comportamentali nonché di realizzare a sua volta comportamenti autonomi, che riproducono quelli della foca naturale, reagendo alle forme d’interazione attuate dal paziente. È dotata infine di una pelliccia artificiale antibatterica, antipolvere e rifinita per impedire la perdita di peli. La scelta di realizzare un robot per pet-therapy in forma di foca è dettata dal fatto che i pazienti hanno meno familiarità con questo animale rispetto agli animali domestici e sono quindi meno indotti a paragoni con la foca reale. Minori sono anche i rischi che PARO sia associato dal paziente con eventuali esperienze negative di animali domestici più comuni.

I VANTAGGI CHE OFFRE RISPETTO AGLI ANIMALI NATURALI
1. Evita i costi di gestione dell’animale
2. Ripara dal rischio di allergie e dal pericolo di malattie che si trasmettono da uomo ad animale
3. Ripara dal rischio di morsi e graffi
4. Ripara dal rischio di diffusione di insetti e pulci
5. Non presenta criticità per gli standard d’igiene dell’ambiente sanitario

Takanori Shibatat-shibata È nato nel 1967. Nel 1989 si laurea in Electronic and Mechanical Engineering alla Nagoya University e nel 1992 ottiene il dottorato di ricerca nella stessa università. Attualmente è anche professore alla School of Computing, Tokyo Institute of Technology e Visiting Fellow alla The AgeLab, Massachusetts Institute of Technology. La sua ricerca include le interazioni umane con i robot, la robot therapy, la salute mentale degli astronauti in missioni a lungo termine e lo sminamento umanitario. È l’inventore di un robot chiamato PARO, dalle sembianze di cucciolo di foca, entrato nel 2002 nel Guiness dei primati come il “robot più terapeutico a livello mondiale”.