26 Set 2019

Ceramica Yakishime: terra, fuoco, forma 9 ottobre – 4 dicembre 2019

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a cura di Mieko Iwai (Curator, Panasonic Shiodome Museum)

martedì 8 ottobre ore 18.30
Sake d’apertura/gallery talk con l’artista Tomo Hirai

Yakishime, alias terra cotta ad alta temperatura, è uno dei metodi primordiali di produzione ceramica, forte di una tradizione che giunge intatta ai giorni nostri. La mostra presenta ceramiche figlie di retaggi ancestrali, presentandone la storia – dai primi esemplari ai moderni corredi del tè, stoviglie e objets d’art – allo scopo di comunicare la sensibilità estetica squisitamente propria del popolo Giapponese.
Mostra itinerante targata Japan Foundation, consta di una introduzione e tre sezioni, come a seguire.

INTRODUZIONE: nascita dello yakishime

La produzione delle ceramiche yakishime data al tardo periodo Heian (fine XII secolo) presso Bizen, Tokoname, e altri centri produttivi le cui tradizioni originano nel periodo Sue (IV-V secolo). Prive di smalto, cotte alle alte temperature di 1,200 / 1,300°C, le ceramiche vetrificano, divenendo estremamente compatte e impermeabili. Il verbo yakishimeru – legarsi indissolubilmente attraverso la cottura –  è all’origine del termine yakishime. Nel periodo Kamakura (1185-1392), la produzione yakishime si estende a Shigaraki, Tokoname e altri centri, attivi ancora oggi. La sezione introduttiva presenta la storia dello yakishime, che ha giocato un ruolo importante nella ceramica giapponese dal periodo Heian fino ai nostri giorni.  

瓶(須恵器)平安時代 Vaso a bocca larga, Periodo Heian

壺(備前)桃山時代 Giara, Bizen, Periodo Momoyama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione 1: Yakishime e utensili del tè

Le ceramiche Yakishime, utilizzate diffusamente come stoviglieria quotidiana in Giappone, subirono una importante trasformazione nel periodo Muromachi (1336-1573 dc). Con ascesa e successo della cerimonia del tè, maestri e allievi si ispirarono a un senso della natura squisitamente giapponese e lo espressero con gli ideali di wabi e sabi. Vennero attratti dal vasellame yakishime proveniente da centri noti come Bizen e Shigaraki, dove le stoviglie di tutti i giorni furono promosse a corredo del tè. La sezione presenta ceramiche prodotte dal periodo Momoyama fino a quelle dei maestri contemporanei. Il setting ideale, la stanza del tè. All’Istituto Giapponese, il tokonoma, lo spazio della casa adibito al bello.

 

Artisti in sezione: 

Abe Anjin, Isezaki Kôichirô, Isezaki Jun, Uchida Kōichi, Kakurezaki Ryūichi, Katō Tsubusa, Kaneshige Tōyō, Kaneshige Yūhō, Kuroda Taizō, Koie Ryōji, Tsujimura Shirō, Yamamoto Tōshū, and Wakasugi Seiko

茶碗 隠崎隆一  Ciocola da tè Bizen, Kakurezaki Ryūichi 2014

花入(部分)金重有邦  Vaso (particolare),  Kaneshige Yūhō 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione 2: Washoku e Yakishime

Nel dicembre 2013, washoku, la cucina giapponese è dichiarata Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO. Nella motivazione si legge che “una caratteristica del washoku è il senso estetico della natura e delle stagioni in divenire espresso a tavola”. E ancora, “l’uso di piatti e altri utensili che riflettono il cambiamento stagionale” è una parte essenziale della cultura alimentare giapponese. Gli utensili includono, naturalmente, ceramiche, soprattutto yakishime, non presenti sulle tavole occidentali, in cui affiora una spiccata sensibilità giapponese. La sezione 2 presenta lo yakishime da tavola, adatto al pasto giapponese, tradizionalmente basato su una zuppa e tre pietanze.

Artisti in sezione: 

Ohno Yoshinori, Kaneshige Kōsuke, Kitaōji Rosanjin, Shimizu Mayumi, Nikaidō Akihiro, Harada Shūroku, Fujiwara Kei, Fujiwara Yu, Miyao Masahiro, Murofushi Eiji, Yamada Jōzan III, Yokoyama Naoki, Yū Kōbō

 

備前窯変徳利・酒杯  藤原啓 Fiaschetto da sake con effetto yōhen e coppa da sake Bizen, Kei Fujiwara 1965-74

飯碗  二階堂明弘 Ciotole da riso,  Nikaidō Akihiro 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione 3: Yakishime come Objets d’art

La storia dello yakishime risale a 8 secoli fa. Oggi, pur continuando a evolversi come utensili quotidiani o al servizio della via del tè, le ceramiche yakishime si muovono in direzioni nuove, come objets d’art, libere da canoni funzionalistici. La sezione finale della mostra presenta objets scaturiti dall’idea di vaso e sviluppati in molteplici varietà stilistiche.

Artisti in sezione: 

Ikura Takashi, Izumita Yukiya, Isezaki Kōichirō, Isezaki Jun, Ichino Masahiko, Itō Sekisui V, Itō Tadashi, Ōtani Shirō, Kakurezaki Ryūichi, Kaneshige Kōsuke, Sago Michiko, Shimamura Hikaru, Tanaka Tomomi, Tsuji Seimei, Tokumaru Kyōko, Hattori Makiko, Mihara Ken, Wada Akira

「流れの跡」 服部真紀子 “Nagare no Ato (Impressione del fluire)”, Hattori Makiko 2014

「景」 三原研 “Kei (Mindscape)”,  Mihara Ken 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esperienza tattile

Il corner è pensato per offrire al pubblico un’esperienza tattile, per toccare, tenere e testare le ceramiche yakishime di Bizen e Shigaraki.

 

Cerimonia del tè a cura della scuola Urasenke Roma, giovedì 24 ottobre, due turni, dalle 15 e dalle 16.
Ingresso libero su prenotazione esclusivamente allo 06 3224754 (max 5 persone con nominativo)

 

Visite guidate gratuite su prenotazione allo 063224754
Scuole/gruppi/percorsi didattici: gruppi@jfroma.it
giovedì 31 ottobre 2019 ore 16.30
sabato 9 novembre 2019 ore 11.00
martedì 19 novembre 2019 ore 11.00
giovedì 28 novembre 2019 ore 16.30